Lettera alle famiglie - quarantena

Gentilissime Famiglie,

In tutte le scuole italiane, incominciano a manifestarsi i primi casi di alunni, docenti e personale tecnico amministrativo positivi al virus, sintomatici ed asintomatici.

            Ciò comporta una complessa procedura di lavoro tra il Dipartimento di Prevenzione delle ASL e la Scuola, finalizzata al tracciamento dei contatti.

            Già in una mia precedente, vi avevo dato conto dei costi che una classe in quarantena porta con sé per l'intera società e per la scuola e degli inevitabili disagi per tutti i soggetti coinvolti, famiglie in primis.

In particolare oggi, voglio condividere con voi, lo stato delle cose al "Ferraris Pancaldo".

            A seguito di un soggetto trovato positivo, abbiamo una ventina di ragazzi in quarantena per due settimane e dieci docenti bloccati a casa, anch'essi in quarantena, anche se con tampone negativo.

Per la classe abbiamo immediatamente attivato la didattica a distanza, come soluzione di emergenza.

I problemi però, non sono così esauriti, infatti dieci docenti a casa significano per noi dieci docenti assenti anche in altre classi non quarantenate, regolarmente presenti in istituto.

Solitamente, in questi casi, procediamo con le cosiddette "sostituzioni", utilizzando i professori "a disposizione". Per quanto riguarda il docente assente perché in quarantena potremmo attivare, anche qui, la didattica a distanza, garantendo un professore in classe incaricato della sorveglianza, mentre il collega assente è collegato sulla LIM.

            Tuttavia, alla luce delle procedure di tracciamento adottate dall'autorità sanitaria competente, ciò comporterebbe rischi molto grandi che provo semplificando a descrivervi. Si creerebbe una pericolosa commistione tra studenti e docenti non assegnati stabilmente alla classe, ma utilizzati per coprire il buco lasciato dal docente a casa quarantenato o comunque assente. Tutto ciò, infatti, in caso di altre positività in scuola, innescherebbe un "effetto domino" che presto ci porterebbe, non solo ad avere un elevato numero di classi "a casa", ma a trovarci senza docenti in grado di garantire il quadro orario delle lezioni in tutte le classi dell'istituto.

            Pertanto, ispirandoci ai principi di prudenza e cautela, adotteremo alcuni adattamenti organizzativi, finalizzati a garantire il più possibile la scuola in presenza.

In particolare:

  • Limiteremo, massimamente le sostituzioni in classi scoperte con docenti non di classe, adottando ogni provvedimento organizzativo necessario.
  • Concentreremo, le ore a disposizione dei docenti nella parte centrale della mattinata, così da garantire uno svolgimento regolare delle lezioni, mettendo però a sistema la possibilità di far entrare in ritardo o uscire in anticipo le classi in caso di assenze di docenti. A tal proposito, invito tutti voi a controllare il registro elettronico fino alle ore 20 di ogni giorno, per verificare la presenza di eventuali comunicazioni di entrata o uscita anticipate e posticipate della classe di vostro figlio.
  • L'insegnante in quarantena, ma in stato di salute normale, effettuerà le lezioni previste dal suo orario nelle classi regolarmente in scuola, in modalità a distanza, lanciando il "meet" ai propri studenti per un incontro nella fascia pomeridiana, del giorno stesso, compresa tra le 16 e le 18, ad eccezione del giorno di rientro pomeridiano della classe, nel qual caso non verrà effettuata l'eventuale lezione persa la mattina.

Una solo classe in quarantena mette dura prova tutte le istituzioni scolastiche, altre scuole più piccole della nostra non hanno potuto far altro, con la stessa situazione, che chiudere interi plessi e scivolare sulla didattica davanti al computer a casa.

Desidero sia ben chiaro a tutti noi, che il presentarsi di ulteriori provvedimenti di quarantena disposti dall'autorità sanitaria, ci metterebbe in grosse difficoltà, costringendoci all'erogazione del servizio in presenza in forma ridotta o lo scivolamento progressivo verso la didattica di emergenza a distanza per tutta la scuola.

Il mio auspicio è che le autorità sanitarie competenti possano individuare rapidamente procedure, del cosiddetto "contact tracing", sicure, ma più rapide nel liberare ragazzi e docenti da eventuali quarantene.

Solo così il diritto all'istruzione, oltre a quello alla salute, potrà essere realmente tutelato e garantito, in modo tale da non trovarci nel paradosso per il quale, a fronte di continue dichiarazioni intese a garantire prima di tutto le "scuole aperte", si arrivi invece a chiudere le scuole italiane non già per DPCM, ma per "contact tracing".

Rinnovo, infine, l'appello a tutti voi, affinché:

  • non mandiate i vostri figli a scuola se in condizioni di salute "dubbie";
  • sensibilizziate ulteriormente i vostri figli al rispetto, particolarmente al di fuori della scuola, del distanziamento sociale e dell'uso della mascherina, come prescritto dalla normativa.

La noncuranza, ed il mancato rispetto di queste norme, non farà altro che indebolire la capacità delle scuole di restare aperte e potrebbe indurre il legislatore ad inasprire ulteriormente le restrizioni delle libertà personali, cosa che sono certo nessuno di noi desideri.

Cordialmente

Il Dirigente

Alessandro Gozzi